Via Crucis (novembre 2015 / febbraio 2017).

Catalogo di kenningar sonore modellate partendo da una collezione di suoni concreti, a commento dei vari passi delle ultime scene della vita di Gesù. Il Vangelo, per chi come me è cresciuto in sud Italia, rappresenta una gigantesca fiaba dalle immagini vivide, indiscutibili, archetipiche, unanimi ed eterne, che esigono di essere ammirate esclusivamente per la loro bellezza plastica, piuttosto che per il proprio significato religioso. Essendo sospeso qualsiasi significato il suono è nelle condizioni di coprire il suo ruolo ideale in maniera perfetta e quindi, attraverso l'accostamento di materiali concreti lontani fra di loro e l'invenzione di metafore (kenningar) sonore, diventare "scandalo" e tentativo di palingenesi e rigenerazione della realtà. Il Vangelo divenendo più il pretesto per un gioco estetizzante che un mezzo di edificazione. (E tuttavia è stato completamente impossibile ignorare i contenuti spirituali di quest’opera, e ogni episodio musicale ha finito per essere condizionato irrimediabilmente dalle parole del testo).
Se le kenningar sonore sono le figure fisse e immutabili che con la loro staticità e ieraticità adornano ogni singola scena della Via Crucis, il violino è il protagonista del fluire compositivo vero e proprio e ad esso è affidata la tessitura di una trama musicale durchkomponiert. E infatti l'opera può considerarsi un concerto per violino solista e partitura elettroacustica. Nuovi suoni scoperti in seguito a nuove ricerche sui rapporti fra porzioni di corda, punti di contatto dell'arco, pressione delle dita sulla corda, oscillazioni prodotte dal contatto di diversi tipi di materiali con la corda, allargano (e allungano) considerevolmente la partitura violinistica rispetto ai lavori precedenti.    
Tutto attorno alle kenningar e alla trenodia del violino, per l'intera durata dell'opera, si alza una cortina liquida e policromatica (nera, densa e gelida all’inizio, diventa via via più rarefatta e luminosa), condensazione sonora dei vapori di un ricettacolo che ha ingurgitato al suo interno porte arrugginite, freni di treni, pontili di metallo insieme a motori di aerei e di automobili.
 
Tutte le immagini che accompagnano il ciclo della Via Crucis sono opere dell'artista Aniellantonio Mascolo (Ischia, 1903 - 1979) e appartengono alla Collezione Massimo Ielasi.
Ringrazio:
Massimo Ielasi, per aver messo a disposizione la sua inestimabile collezione, per il suo aiuto e la sua disponibilità;

l'organista Gianfranco Manfra per avermi accompagnato in alcuni momenti dell'opera;
Marco Cortese per le belle fotografie delle opere di Aniellantonio Mascolo;
Laurentiu Ciolan, Max Rankenburg, David Brendel, Svetlana Lynyuk, Eugenio del Club Epomeo in Sella (Ischia), Franco e Luigi dell'Officina Mattera (Ischia), Juliana De Angelis, Nunzia Mattera, Emanuele Iacono, Carmine Ungaro, la sorveglianza dell'aeroporto di Capodichino di Napoli, per avermi assistito e aiutato nella registrazione dei suoni che compongono la Via Crucis.

Via Crucis (novembre 2015 / febbraio 2017).